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I segreti della Basilica di San Nicola

Nella Basilica di San Nicola di Bari si fondono storia e leggenda, coincidenze e messaggi criptici, miracoli e venerazione popolare.

Il mito di San Nicola vede 62 pescatori portare le reliquie del santo dalla sua città originaria, Myra, a Bari, nel 1087. Le si voleva infatti mettere in salvo dai musulmani che avevano conquistato la città, trasferendole in Occidente. Secondo la leggenda, una volta sbarcate a terra le reliquie vennero trasportate su un carro trainato da buoi, i quali si rifiutarono di proseguire oltre il punto in cui ora sorge la Basilica. L’impuntarsi dei buoi venne letto come un segno.

Prima San Nicola, poi una divinità pagana…infine Babbo Natale

La leggenda più famosa del Santo che aiutava i bambini è legata alla storia di tre giovanissime fanciulle molto povere che non potevano esser date in mogli perché prive di dote; le fanciulle e il padre piangevano disperati e San Nicola impietosito dai pianti e commosso dalla loro sofferenza, decise di aiutarli donando tre sacchi di monete d’oro, uno per ogni fanciulla. Una notte introdusse il primo sacchetto attraverso la finestra aperta e fece lo stesso con il secondo sacchetto la notte successiva. La terza notte, avendo trovato la finestra chiusa, calò il sacchetto attraverso il camino, regalando alla povera famiglia una gioia infinita.

La storia di san Nicola, il santo più amato dai bambini. Infatti è piuttosto nota la storia che accomuna San Nicola a Babbo Natale: il signore dalla barba bianca che porta i doni ai bambini sarebbe un’evoluzione di San Nicola, santo ‘protettore dei bambini’ per via delle sue azioni e miracoli.

Fonte 360visio • https://www.facebook.com/360visio/posts/1193960730746131

I Misteri legati a Re Artù

Piena di misteri è, invece, la storia che porta a considerare la Basilica di San Nicola come un luogo speciale, legato al Graal e a Re Artù: qui, infatti, è conservata tra le reliquie anche una riproduzione della Lancia di Longino, importante simbolo della cristianità.
Longino, secondo la tradizione cristiana, sarebbe stato il centurione che colpì con la lancia il costato di Gesù in croce. Il sangue di quella ferita sarebbe stato raccolto in una coppa (il Graal).
La reliquia di Longino – conservata nella Basilica – sarebbe giunta a Bari durante la prima Crociata. Si tratta di storie non documentate, quindi ricostruite in modo frammentario.

La Basilica, costruita subito dopo l’arrivo delle ossa di San Nicola a Bari, mostra chiari riferimenti al cosiddetto ciclo arturiano. Un riferimento è nel Portale dei Leoni dal quale si accede alla basilica, dove capeggia un bassorilievo che raffigura dei cavalieri che conquistano un castello. Riferimento che in molti hanno ricollegato ai Cavalieri della Tavola Rotonda

Ancora, c’è un’ipotesi che con il soprannome “Artù” venissero indicati tutti quelli che si impegnavano a cercare il Graal. Così, alcuni studiosi ipotizzano che la preziosa reliquia si nasconda proprio qui senza assolutamente immaginare il luogo esatto.
L’enigma continua con alcune tracce: una è nell’archivolto e l’altra nella misteriosa iscrizione, nota come il crittogramma di San Nicola, una lamina d’argento che ricopre l’altare del Patrocinio.

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